Restauro
ANFITEATRO FLAVIO – Roma
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01-Esterni-con-cartello-di-cantiere
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DIRETTORE DEI LAVORI

Arch. Barbara Nazzaro

STAZIONE APPALTANTE

Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo

OGGETTO DEI LAVORI

Roma, Anfiteatro Flavio. Interventi conservativi e di restauro degli ipogei

RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO

dott. Martina Almonte

PROGETTO

Dott. Rossella Rea, Arch. Barbara Nazzaro, Dott.ssa Cinzia Conti, Ing. Chiara Romano, Ing. Michele Candela, Ing. Paolo Iannelli, Arch. Alberto Parboni Arquati, Sig.ra Sandra Massimiani, Dott. Simona Moretta

PERIODO DI ESECUZIONE

20/09/2018 – 08/12/2020

IMPORTO COMPLESSIVO

€ 3.470.965,34

DETTAGLI INTERVENTO

L’intervento di restauro riguarda gli ipogei dell’Anfiteatro Flavio a Roma, meglio conosciuto come “il Colosseo”, un monumento nel monumento, che corrisponde alla parte dell’anfiteatro sottostante all’arena, in età antica invisibile agli spettatori. Le operazioni hanno  coinvolto più di 80 persone, tra archeologi, restauratori, architetti, ingegneri, geometri e operai. Un intervento di estrema importanza, su un monumento Patrimonio dell’Umanità e simbolo della cultura e della storia Italiana.

Gli ipogei, ovvero le strutture murarie situate sotto il piano di calpestio dell’antica arena, misurano 76 x 46 m, sono delimitati da un muro perimetrale e da 14 setti murari che individuano i corridoi.

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L’intervento di restauro riguarda gli ipogei dell’Anfiteatro Flavio a Roma, meglio conosciuto come “il Colosseo”, un monumento nel monumento, che corrisponde alla parte dell’anfiteatro sottostante all’arena, in età antica invisibile agli spettatori. Le operazioni hanno  coinvolto più di 80 persone, tra archeologi, restauratori, architetti, ingegneri, geometri e operai. Un intervento di estrema importanza, su un monumento Patrimonio dell’Umanità e simbolo della cultura e della storia Italiana.

Gli ipogei, ovvero le strutture murarie situate sotto il piano di calpestio dell’antica arena, misurano 76 x 46 m, sono delimitati da un muro perimetrale e da 14 setti murari che individuano i corridoi.

In quest’area vi era il complesso sistema funzionale ai giochi e vi si accedeva da gallerie sotterranee, disposte alle estremità dei due assi principali. Il corridoio centrale corrispondente all’asse maggiore dell’ellisse (est-ovest), custodiva macchine e attrezzature necessarie allo svolgimento degli spettacoli. Gli interventi negli Ipogei del Colosseo perseguono come obiettivo il restauro e la restituzione al pubblico di una parte fondamentale dell’Anfiteatro Flavio.

L’intervento di restauro conservativo delle superfici è limitato al corridoio a Nord ed al corridoio al Sud, a tutte le nicchie perimetrali, alle camerette per la raccolta d’acqua ricavate all’interno della fondazione del monumento, alle camere di manovra e alle gallerie Nord e Sud, alle strutture costituenti il corridoio di servizio ed il muro del podio circostante l’arena. Gli interventi prevedono il controllo della vegetazione e della microflora mediante trattamenti specifici, con successiva spolveratura e spazzolatura delle superfici e completamento della pulitura con nebulizzazione di acqua. Dopo queste fasi di pulitura sono stati eseguiti gli interventi di consolidamento e stuccatura con malte di calce idraulica. I lavori di consolidamento sono consistiti nell’integrazione delle parti di muro mancanti, nella ricostruzione di elementi strutturali come archi e piattabande, nell’iniezioni di malta a base di calce idraulica nei vuoti presenti nelle pareti, inserimento di armatura nei giunti dopo aver rimosso la malta esistente tra un filare e l’altro con successiva reintegrazione della stessa, ed infine, sono state riparate tutte le mensole in travertino.

Al fine di rendere visitabili in sicurezza le porzioni indagate e restaurate, incrementando il percorso di visita dei sotterranei e volendo preservare la pavimentazione originaria, è stata realizzata una passerella in legno costituita da moduli ad incastro. La passerella consente di seguire un percorso finalizzato alla comprensione delle funzioni dei diversi corridoi, proteggendo la pavimentazione esistente in opus spicatum.

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