Restauro
CONVITTO NAZIONALE – L’Aquila (AQ)
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DIRETTORE DEI LAVORI

Arch. Federica Vinciguerra

STAZIONE APPALTANTE

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – provveditorato alle OO.PP. Lazio – Abruzzo - Sardegna

OGGETTO DEI LAVORI

LAVORI PER IL RECUPERO DEL COMPLESSO EDILIZIO DI PROPRIETA’ DEL CONVITTO NAZIONALE, DELLA CAMERA DI COMMERCIO E DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA

RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO

Ing. Gennaro Di Maio

PROGETTO

Consorzio Leonardo

PERIODO DI ESECUZIONE

in corso

IMPORTO COMPLESSIVO

-

DETTAGLI INTERVENTO

CONVITTO NAZIONALE – L’AQUILA LAVORI PER IL RECUPERO DEL COMPLESSO EDILIZIO DI PROPRIETÀ DEL CONVITTO NAZIONALE, DELLA CAMERA DI COMMERCIO E DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA.  
Il Palazzo occupa un intero isolato nel centro storico dell’Aquila e fa parte dei cosiddetti “Quattro Cantoni”, con il Palazzo Fibbioni Lopez, il Palazzo Ciolina ed il Palazzo dell’Ina. Inserito dalla Soprintendenza fra i 45 monumenti storici da restaurare dopo il terremoto del 2009, il Complesso è riconosciuto come un’unicità nel paesaggio urbano aquilano per il suo valore storico e architettonico. Inizialmente adibito a complesso conventuale, fu danneggiato da diversi terremoti e ricostruito dopo quello del 1703.

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CONVITTO NAZIONALE – L’AQUILA LAVORI PER IL RECUPERO DEL COMPLESSO EDILIZIO DI PROPRIETÀ DEL CONVITTO NAZIONALE, DELLA CAMERA DI COMMERCIO E DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA.  
Il Palazzo occupa un intero isolato nel centro storico dell’Aquila e fa parte dei cosiddetti “Quattro Cantoni”, con il Palazzo Fibbioni Lopez, il Palazzo Ciolina ed il Palazzo dell’Ina. Inserito dalla Soprintendenza fra i 45 monumenti storici da restaurare dopo il terremoto del 2009, il Complesso è riconosciuto come un’unicità nel paesaggio urbano aquilano per il suo valore storico e architettonico. Inizialmente adibito a complesso conventuale, fu danneggiato da diversi terremoti e ricostruito dopo quello del 1703. Dal secondo Ottocento fu oggetto di una importante operazione urbanistica che portò alla demolizione della Chiesa e alla realizzazione di un edificio diverso.   Il recupero del Convitto Nazionale è stato occasione per restituire alla città un gioiello della sua architettura monumentale e per riattualizzare una serie di funzioni pubbliche e civiche. L’intervento infatti punta anche a migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli spazi e dei servizi ospitati, sempre nel massimo rispetto della struttura storica. Gi interventi riguarderanno in primo luogo i fronti esterni su Corso Umberto e Corso Emanuele, caratterizzati da un ricco apparato decorativo e da portici con archi a tutto sesto. Il progetto prevede interventi di riparazione e consolidamento delle parti lesionate e un intervento per mettere in luce, consolidare e conservare gli intonaci originali ed eliminare le integrazioni. L’eventuale differenza fra le colorazioni dei due fronti sarà mantenuta.   Nei diversi spazi commerciali che si affacciano sul portico di Corso Umberto e di Corso Emanuele gli infissi e i serramenti saranno resi omogenei e coerenti con il disegno unitario delle facciate e degli elementi decorativi. Saranno inoltre recuperate le volumetrie iniziali degli spazi, demolendo i soppalchi e alcune partizioni interne successive. Dal punto di vista strutturale sono previsti interventi di consolidamento. Gli spazi commerciali su Corso Umberto, verso Corso Emanuele, saranno destinati a ristorante-caffetteria. Saranno demoliti i soppalchi fra piano terra e piano ammezzato e realizzata una nuova scala e una piattaforma elevatrice, per semplificare gli spostamenti interni ed eliminare le barriere architettoniche. Ulteriori rimozioni di tavolati e divisioni restituiranno la spazialità delle volte ottocentesche. La nuova scala rappresenta uno degli elementi di novità del progetto. Questa si inserisce in un vano esistente, liberato da una serie di tamponamenti che oggi limitano la leggibilità degli archi e del sistema voltato, e ha una sua autonomia sia formale che materica. La struttura portante in acciaio a vista, la pietra riportata sulle pedate dei gradini e i parapetti in vetro definiscono un oggetto autonomo e dichiaratamente contemporaneo.   Come per gli altri negozi al piano terra, anche nel ristorante è prevista una nuova pavimentazione in lastre dello stesso porfido del portico, per stabilire una continuità più netta tra esterno ed interno. All’interno del bar ristorante adiacente al secondo cortile del Complesso si trova l’Eden, una sala adibita a spettacoli, decorata dal pittore La Rovere e tutelata dalla Soprintendenza. Al suo interno è presente un velario in vetro con struttura metallica che sarà oggetto di un restauro conservativo.   All’interno del complesso vi è anche la Biblioteca Tommasiana, per la quale si prevede un ampliamento della collezione libraria. Gli interventi previsti all’interno delle sale consistono nel consolidamento murario dei solai e delle volte. È previsto il recupero dell’apparato decorativo e la copertura esistente sarà sostituita con nuove capriate lignee.   In una sala della biblioteca, che si sviluppa ad anello intorno al cortile del complesso, si trova ancora un muro appartenente alla Chiesa di San Francesco, demolita dal terremoto del 1703. Questo ambiente sarà messo in sicurezza, aperto al pubblico e allestito in modo che il visitatore possa apprezzarne la struttura originaria e il valore storico seguendo un percorso informativo.   Sono previsti interventi di consolidamento antisismico anche nella Chiesa della Concezione, danneggiata dal terremoto del 2009.   Gli spazi che ospitano gli uffici della Camera di Commercio, su Corso Emanuele, nati come sopraelevazione dei portici ottocenteschi, saranno riportati al loro assetto originario eliminando le modifiche realizzate negli anni ’90.  
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